Da qualche mese ad Arezzo, nell’indifferenza generale di cittadini e istituzioni locali si è costituita, come già accaduto in altre città italiane, l’associazione culturale(?) “CASAPOUND”.
Ma che cosa è CASAPOUND?
È un’ associazione dichiaratamente neofascista e neosquadrista fondata da ex appartenenti alla Fiamma Tricolore. Vecchi ideali fascisti con una riverniciata di “giovinezza”.
Questa “finta associazione-realmente fascista” sta cavalcando un periodo che per xenofobi-razzisti-qualunquisti-neofascisti di qualunque sorta è particolarmente favorevole: il razzismo strisciante, l’attacco costante ai valori della Resistenza, il malessere di molte periferie.
I recenti fatti di Piazza Navona sono emblematici per capire come questa feccia nera cerchi di insediarsi nelle piazze e nelle strade.
Attraverso il Blocco Studentesco (una loro diretta emanazione) hanno cercato di porsi alla testa della protesta studentesca contro la Legge Gelmini.
Ovviamente lo hanno fatto cercando di mascherarsi dietro slogan apolitici (“Nè rossi né neri ma liberi pensieri”) salvo poi farsi largo a cinghiate e con spranghe tricolori tra gli studenti.
Questi nuovi fascisti sono in realtà molto simili ai vecchi: marionette (più o meno consapevoli) manovrate dai vari Cossiga, Gelli, Berlusconi, per ridurre tutte le questioni sociali ad un problema di ordine pubblico.
Come i vecchi fascisti anche i nuovi sono pronti a presentarsi in maniera subdola e mascherata quando sono in minoranza e in modo molto più arrogante e aggressivo quando la situazione glielo consente.
Nella nostra città, questi nuovi fascisti hanno ormai da qualche mese una loro sede e tra le varie attività svolte, oltre ad aver partecipato anche a livello locale alla protesta anti-Gelmini col già citato “Blocco Studentesco”, si sono posti all’attenzione pubblica per un’iniziativa pro-Tibet il giorno dell’inizio delle Olimpiadi in Cina (da quando i fascisti si interessano all’autodeterminazione delle minoranze oppresse? ) e per una protesta contro il carovita durante la quale hanno distribuito 100kg di pane al mercato cittadino del sabato, iniziativa che certo non risolve il problema dell'aumento costante dei prezzi, ma che si è rivelata una bella pubblicità per i promotori.
Questo è quanto accade nella morte sociale di questa città ed è importante che i cittadini inizino a capire chi si nasconde dietro questa “apolitica” associazione.
Possono travestirsi, possono cambiare nome, vestiti, slogan, non possono però cancellare la memoria di chi ancora crede e pratica l’antifascismo.
Quindi ci appelliamo a tutti gli antifascisti per una mobilitazione attiva contro questi ambigui movimenti revisionisti e nostalgici, per ricordare i valori fondanti dell'antifascismo e della libertà.
Arezzo Antifascista
Ma che cosa è CASAPOUND?
È un’ associazione dichiaratamente neofascista e neosquadrista fondata da ex appartenenti alla Fiamma Tricolore. Vecchi ideali fascisti con una riverniciata di “giovinezza”.
Questa “finta associazione-realmente fascista” sta cavalcando un periodo che per xenofobi-razzisti-qualunquisti-neofascisti di qualunque sorta è particolarmente favorevole: il razzismo strisciante, l’attacco costante ai valori della Resistenza, il malessere di molte periferie.
I recenti fatti di Piazza Navona sono emblematici per capire come questa feccia nera cerchi di insediarsi nelle piazze e nelle strade.
Attraverso il Blocco Studentesco (una loro diretta emanazione) hanno cercato di porsi alla testa della protesta studentesca contro la Legge Gelmini.
Ovviamente lo hanno fatto cercando di mascherarsi dietro slogan apolitici (“Nè rossi né neri ma liberi pensieri”) salvo poi farsi largo a cinghiate e con spranghe tricolori tra gli studenti.
Questi nuovi fascisti sono in realtà molto simili ai vecchi: marionette (più o meno consapevoli) manovrate dai vari Cossiga, Gelli, Berlusconi, per ridurre tutte le questioni sociali ad un problema di ordine pubblico.
Come i vecchi fascisti anche i nuovi sono pronti a presentarsi in maniera subdola e mascherata quando sono in minoranza e in modo molto più arrogante e aggressivo quando la situazione glielo consente.
Nella nostra città, questi nuovi fascisti hanno ormai da qualche mese una loro sede e tra le varie attività svolte, oltre ad aver partecipato anche a livello locale alla protesta anti-Gelmini col già citato “Blocco Studentesco”, si sono posti all’attenzione pubblica per un’iniziativa pro-Tibet il giorno dell’inizio delle Olimpiadi in Cina (da quando i fascisti si interessano all’autodeterminazione delle minoranze oppresse? ) e per una protesta contro il carovita durante la quale hanno distribuito 100kg di pane al mercato cittadino del sabato, iniziativa che certo non risolve il problema dell'aumento costante dei prezzi, ma che si è rivelata una bella pubblicità per i promotori.
Questo è quanto accade nella morte sociale di questa città ed è importante che i cittadini inizino a capire chi si nasconde dietro questa “apolitica” associazione.
Possono travestirsi, possono cambiare nome, vestiti, slogan, non possono però cancellare la memoria di chi ancora crede e pratica l’antifascismo.
Quindi ci appelliamo a tutti gli antifascisti per una mobilitazione attiva contro questi ambigui movimenti revisionisti e nostalgici, per ricordare i valori fondanti dell'antifascismo e della libertà.
Arezzo Antifascista








Nessun commento:
Posta un commento