mercoledì 24 dicembre 2008

Buon natale, Cattive notizie

per augurare a tutti le buone feste
vi lasciamo con un articolo tratto dal manifesto del 19 dicembre
che riassume al meglio la situazione sulle riforme della scuola

Tagli per tutti, arrivano i regolamenti della Gelmini
Usa toni roboanti la ministra dell'Istruzione Mariastella Gelmini e paragona la sua «riorganizzazione delle scuole per l'infanzia, elementari, medie e superiori» niente meno che alla riforma di Giovanni Gentile del 1923. Ma a ben guardare i regolamenti attuativi del suo piano, approvati ieri dal Consiglio dei ministri, si capisce che la retromarcia a cui il governo era stato costretto dalla massiccia mobilitazione di protesta era solo uno scudo di parole dietro cui nascondere una grossa scure. Tagli su tutto: agli orari, alle discipline, agli organici e agli indirizzi di studio. L'Onda primaria e secondaria, il Pd e i sindacati (Flc-Cgil e Cobas) protestano. Le Regioni pure, tanto da far slittare l'approvazione di un altro regolamento attuativo, quello sulla riorganizzazione dei plessi scolastici prevista nella legge 133.
Nei decreti approvati ieri dal Cdm - che dovranno ora superare l'esame della Conferenza unificata delle regioni, comuni e provincie - viene innanzitutto abolito il modulo alle scuole elementari, ossia il modello didattico che prevedeva la compresenza di più docenti. E il maestro unico (o prevalente che dir si voglia) verrà introdotto obbligatoriamente dal settembre 2009 in tutte le classi e non come precedentemente annunciato solo nella prima elementare. Questo vuol dire, come ha puntualizzato la stessa ministra durante la presentazione di ieri, che tutti i bambini già abituati alle lezioni circolari con più maestre, dall'anno prossimo dovranno accontentarsi della didattica frontale di una sola docente. La scelta delle famiglie si limiterà invece al solo quadro orario: tempo scolastico a 24, 27, 30 o 40 ore. Ma si potrà ottenere il tempo pieno soltanto se l'istituto avrà a disposizione l'organico necessario. I più piccoli invece potranno essere iscritti alla scuola dell'infanzia già a due anni e mezzo e solo per loro sarà garantito il tempo pieno a 40 ore. Mentre alle medie «le due ore della seconda lingua potranno essere utilizzate per corsi di italiano per stranieri».
I decreti approvati ieri riguardano anche i licei e gli istituti tecnici, anche se per le superiori il piano entrerà in vigore dal primo settembre 2010. Secondo il governo «nei licei si passerà da 510 a 9 indirizzi», cosicché agli attuali scientifico, classico e linguistico si aggiungeranno due nuovi licei - scienze umane (le ex magistrali), musicale e coreutica (danza e musica) - e l'ampliamento dell'artistico con tre nuovi indirizzi (figurativo, design e new media). Per gli istituti tecnici il ridimensionamento prevede il passaggio da 204 indirizzi a 11, suddivisi in due macrosettori: economico e tecnologico. In questi istituti, a quanto pare, le imprese avranno più voce dei prof, visto che nel comitato scientifico scolastico potranno entrare «esperti e professionisti del mondo del lavoro». L'ultimo anno, poi, sarà occupato da uno stage in un'azienda. Infine, dal 2011 «i docenti migliori potranno ricevere un premio produttività che potrà arrivare fino a 7 mila euro». Apprezzabile almeno lo sforzo, invece, di moltiplicare il monte ore di inglese rendendolo obbligatorio per tutte le scuole di ogni ordine e grado, e potenziarlo alle medie. Meglio ancora l'idea di insegnare negli istituti tecnici una materia non linguistica in inglese.
Ma per i Cobas, che ieri hanno manifestato davanti a Montecitorio, il piano Gelmini è da bocciare senza appello perché prevede «tagli indiscriminati e modifica la struttura della scuola». La pensa così anche Maria Coscia, responsabile scuola per il Pd, che accusa: «Annunci roboanti per nascondere il taglio del prossimo anno di 42.000 docenti, di cui la gran parte nella scuola elementare». E aggiunge: «Hanno fatto un gran pasticcio: non c'è alcuna coerenza tra il piano programmatico già presentato e i regolamenti varati ieri». Dura condanna anche dal settore Conoscenza della Cgil: «La verità dei testi smaschera le tante bugie spese per raggirare l'opinione pubblica», attacca il segretario Mimmo Pantaleo che mette in luce come i «tagli previsti dalla legge 133 sono tutti confermati e si concentrano da subito sulla scuola primaria, il cui modello pedagogico e didattico fin qui realizzato viene spazzato via, per far posto al maestro unico». Per l'Flc-Cgil, come per la Gilda, non è accettabile che «a pochi giorni dall'impegno assunto dal ministro Gelmini di aprire un tavolo di confronto con i sindacati sui regolamenti applicativi della riforma», siano stati approvati «senza alcun confronto, confermando il metodo arrogante ed autoritario». Ad accusare il governo di mancanza di dialogo c'è però anche il presidente della conferenza delle Regioni, Vasco Errani, che dopo aver rimarcato come il governo abbia «svolto con noi un intervento tecnico preliminare, ma poi le cose non sono andate avanti», ha avvertito l'esecutivo: «Bisogna che ci si intenda su un punto: basta annunci roboanti, è successo già una volta e poi si è tornati indietro. Facendo così non si va da nessuna parte, lo dico nell'interesse della scuola».


http://www.ilmanifesto.it

martedì 16 dicembre 2008

Lezione-spettacolo di Mario Pirovano



Il SIM133 è lieto di invitare gli studenti e la cittadinanza tutta all'evento che si terrà Venerdì 19 Dicembre 2008 alle ore 18:00 nell'aula di teatro dell'università di Arezzo.

Dal 1983 Mario Pirovano ha preso parte a tutti i lavori messi in scena da Dario Fo e Franca Rame come attore o assistente alla regia, direttore di scena, operatore alla traduzione simultanea.

Dice Dario Fo: "Mario Pirovano è un autodidatta di grandi qualità espressive. Per anni è stato ad ascoltare le mie esibizioni, ha seguito le lezioni e le dimostrazioni che davo ai giovani attori. Alla fine ha assimilato come un' idrovora tutti i trucchi e la "sapienza" del mestiere al punto da poter arrivare ad esibirsi da solo con grande successo.
Personalmente ho assistito ad una sua esibizione nell’ Università di Firenze, facoltà di lettere. L' ho trovato eccezionale. Soprattutto non mi faceva il verso, non mi imitava. Dimostrava una propria carica del tutto personale, una grinta di fabulatore di grande talento."

domenica 14 dicembre 2008

METTICI LA FACCIA

Ecco a voi le foto scattate durante la giornata internazionale dello studente all'ateneo di Arezzo per l'iniziativa "mettici la faccia"- raccolta firme fotografica contro la legge 133. Grazie al sim133 e a Deborah Burroni per le foto ;)

SIM133arezzo

SIM133arezzo2

venerdì 12 dicembre 2008

In Arrivo...

Stiamo organizzando un cineforum per domenica 21 dicembre, preceduto da cena e seguito da danzhall reagge! Presto ci saranno novità.. stay tuned

mercoledì 10 dicembre 2008

FUORI I FASCISTI DALLA NOSTRA CITTA’!

Da qualche mese ad Arezzo, nell’indifferenza generale di cittadini e istituzioni locali si è costituita, come già accaduto in altre città italiane, l’associazione culturale(?) “CASAPOUND”.

Ma che cosa è CASAPOUND?

È un’ associazione dichiaratamente neofascista e neosquadrista fondata da ex appartenenti alla Fiamma Tricolore. Vecchi ideali fascisti con una riverniciata di “giovinezza”.
Questa “finta associazione-realmente fascista” sta cavalcando un periodo che per xenofobi-razzisti-qualunquisti-neofascisti di qualunque sorta è particolarmente favorevole: il razzismo strisciante, l’attacco costante ai valori della Resistenza, il malessere di molte periferie.

I recenti fatti di Piazza Navona sono emblematici per capire come questa feccia nera cerchi di insediarsi nelle piazze e nelle strade.
Attraverso il Blocco Studentesco (una loro diretta emanazione) hanno cercato di porsi alla testa della protesta studentesca contro la Legge Gelmini.
Ovviamente lo hanno fatto cercando di mascherarsi dietro slogan apolitici (“Nè rossi né neri ma liberi pensieri”) salvo poi farsi largo a cinghiate e con spranghe tricolori tra gli studenti.
Questi nuovi fascisti sono in realtà molto simili ai vecchi: marionette (più o meno consapevoli) manovrate dai vari Cossiga, Gelli, Berlusconi, per ridurre tutte le questioni sociali ad un problema di ordine pubblico.
Come i vecchi fascisti anche i nuovi sono pronti a presentarsi in maniera subdola e mascherata quando sono in minoranza e in modo molto più arrogante e aggressivo quando la situazione glielo consente.
Nella nostra città, questi nuovi fascisti hanno ormai da qualche mese una loro sede e tra le varie attività svolte, oltre ad aver partecipato anche a livello locale alla protesta anti-Gelmini col già citato “Blocco Studentesco”, si sono posti all’attenzione pubblica per un’iniziativa pro-Tibet il giorno dell’inizio delle Olimpiadi in Cina (da quando i fascisti si interessano all’autodeterminazione delle minoranze oppresse? ) e per una protesta contro il carovita durante la quale hanno distribuito 100kg di pane al mercato cittadino del sabato, iniziativa che certo non risolve il problema dell'aumento costante dei prezzi, ma che si è rivelata una bella pubblicità per i promotori.
Questo è quanto accade nella morte sociale di questa città ed è importante che i cittadini inizino a capire chi si nasconde dietro questa “apolitica” associazione.
Possono travestirsi, possono cambiare nome, vestiti, slogan, non possono però cancellare la memoria di chi ancora crede e pratica l’antifascismo.

Quindi ci appelliamo a tutti gli antifascisti per una mobilitazione attiva contro questi ambigui movimenti revisionisti e nostalgici, per ricordare i valori fondanti dell'antifascismo e della libertà.

Arezzo Antifascista